Autopsia virtuale…

Nelle riviste mediatiche del mio settore ho trovato questa curiosità, sarà il futuro?

Le “nuove” frontiere della medicina.

L’autopsia virtuale è un esame medico molto diffuso all’estero, infatti è preferita a quella standard perchè è  notevolmente più veloce, poco invasiva, più attendibile e riduce la percentuale di errori umani. A differenza degli USA questa pratica in Italia è ancora poco utilizzata, un po’ per mancanza di fondi e un po’ per la mancanza di personale qualificato a condurre questa tipologia di esame, ma sono poi le due facce della stessa medaglia.

Tuttavia l’Asl di Torino 4 ha dichiarato di voler sfruttare a pieno regime questa nuova tipologia di autopsia attraverso la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc, il quale, stando alle parole del direttore dell’istituto sanitario, nel corso degli anni ha acquisito una preparazione notevole grazie a dei corsi effettuati all’estero.

Funzionamento e vantaggi

Ma come funziona l’autopsia virtuale?

Questo esame medico viene eseguito tramite una tecnica particolare che fonde la TAC multistrato e un software precisissimo che trasforma le immagini radiologiche in immagini 3D. In questo modo il corpo del defunto può essere analizzato in modo non invasivo e con grande precisione, tanto da capire immediatamente la causa della morte. L’autopsia virtuale permette di analizzare zone del corpo umano che tramite il semplice bisturi sarebbe impossibile raggiungere. Inoltre evitando l’utilizzo di simili strumenti in zone così complicate si riduce di molto il rischio di compromettere il cadavere. Questo tipo di autopsia porta vantaggi anche in termini di tempistiche: rispetto alle 4-5 ore dell’autopsia convenzionale a quella virtuale basta una sola ora per fare una scansione completa del corpo del defunto. Un altro vantaggio che dà è quello di poter immagazzinare i risultati in server dedicati e possono essere rivisitati facilmente a distanza di anni.

Alla domanda del perchè l’autopsia virtuale non è ancora stata presa abbastanza sul serio in Italia il primario risponde così: “questione di formazione del personale, e quindi di costi, specie se si tratta di creare èquipe partendo da zero. Fortunatamente non è il nostro caso”.

Staremo a vedere come va a finire…

Fenati Giorgio

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