CREMAZIONE

CREMAZIONE
Penso che sia l’argomento più interessante ed atteso di questo programma di informazione ed anche il più complicato.
Intanto, per avere l’autorizzazione alla cremazione occorre compilare, alla presenza dell’impresario funebre che sostituisce l’impiegata dell’anagrafe, l’atto notorio che va firmato: dal coniuge, anche se separato, (se divorziato no!), in alternativa da TUTTI i parenti più prossimi, ovvero, ci sono 4 figli?, firmano tutti, uno è all’estero?, si trova il modo, internet aiuta molto ma non è semplicissimo, non ci sono figli ma fratelli?, firmano tutti, ci sono 6 nipoti? Devono firmare tutti!!! Se la persona deceduta è celibe o nubile ed ha i genitori firmano loro.
Poi, non basta la firma, occorre anche la fotocopia del documento di riconoscimento in CORSO DI VALIDITA’ di tutti i firmatari che non è la licenza di pesca o il libretto della pensione ma la carta di identità, a volte va bene anche il passaporto o la patente, dipende dallo stato di usura che si trovano, deve essere ben visibile la firma.
Ci sono altri due metodi, uno è l’iscrizione alla SO.CREM di Bologna, in sintesi, fa da notaio, con un costo molto ridotto, € 60,50 all’iscrizione ed un canone annuo di € 15,50. Se hai meno di 40 anni non paghi il canone annuo fino a quell’età poi si paga. Si fa un testamento olografo su un modulo predisposto, loro lo pubblicano, al momento del bisogno, basta chiamarli che inviano rapidamente la documentazione al comune richiedente.
Il terzo metodo è l’atto notarile che ha dei tempi più lunghi e dei costi decisamente più elevati, non entriamo nello specifico dei costi, ma dei tempi che si sono allungati anche di 6/8 giorni, secondo la disponibilità del notaio.
Perciò, se posso dare un consiglio, se qualcuno vi ha detto che va bene la scrittura olografa (il che è vero), fatela con la SO.CREM che costa poco ed è rapida esecutrice delle vostre volontà. Poi, è anche una garanzia, se i vostri familiari sono contrari alla vostra cremazione, o non avete parenti che possano firmare l’atto notorio, date una copia dei documenti SO.CREM alle pompe funebri e verrete tutelati.
Ottenuta l’autorizzazione si va al Crematorio presso il cimitero di Ravenna (noi Alfonsinesi siamo indirizzati lì), dopo qualche giorno si può procedere al ritiro. (La data, normalmente, viene comunicata alla consegna del feretro).
A questo punto, cosa facciamo con le ceneri? Ci sono tre opzioni che vanno decise al momento della firma dell’atto notorio per la cremazione: 1° sepoltura (tumulazione) al cimitero, 2° affidamento in abitazione, 3° dispersione, sì, perché, noi vogliamo decidere della nostra sorte, perciò abbiamo molto da scegliere.
La tumulazione. A livello di documentazione, è la più semplice, si decide in quale loculo mettere l’urna e, una volta organizzato il cimitero si procede, nei cimiteri c’è anche il cinerario comune ove viene deposta l’urna, ci sono dei cimiteri, (il nostro non ancora) che sono attrezzati anche per l’inumazione dell’urna, l’autorizzazione è come la tumulazione.
Affidamento. Alla compilazione dell’atto notorio, normalmente, va compilata anche la richiesta di affidamento, indicando il nome, cognome, indirizzo e grado di parentela dell’affidatario con il defunto. Avvenuta la cremazione, l’ufficio del crematorio manda un fax al comune di residenza dell’affidatario con il numero di protocollo della cremazione che procede con l’autorizzazione e l’affidatario può andare a prendere l’urna e portarsela a casa. L’urna poi, va custodita come si deve, deve rimanere nella casa assegnata, saltuariamente, potrebbero avvenire dei controlli (fino ad ora non mi risulta ci siano stati) dagli enti preposti.
Dispersione. Può avvenire all’interno dei cimiteri, o in natura nelle aree pubbliche (mare, fiumi, laghi, montagne) dove non è vietato ( sono vietati i seguenti luoghi: vicino ai ponti, all’interno dei centri abitati, lungo le linee dei natanti, zone cementificate, ove ci siano culture) e, nelle aree private ove occorre l’autorizzazione del proprietario.
Il procedimento è analogo all’affidamento, fatta la cremazione, normalmente, l’ufficio del crematorio manda il verbale con il protocollo al comune dove è avvenuto il decesso che autorizza la dispersione. Al comune dovrà tornare il verbale dell’avvenuta operazione.

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